domenica 20 novembre 2011
Stato Selvaggio Pt. III
sabato 12 novembre 2011
Almeno è un Inizio...

sabato 15 ottobre 2011
venerdì 14 ottobre 2011
Miti involontari
martedì 11 ottobre 2011
Della Sergio Bonelli Editore e altre amenità
domenica 9 ottobre 2011
Da Shanghai con Furore
venerdì 30 settembre 2011
Siamo alle Comiche
mercoledì 28 settembre 2011
Post a Reti unificate: l'AmmazzaBlog
lunedì 26 settembre 2011
Un Uomo, un'Avventura: addio, Sergio
Oggi è un giorno molto triste per me.
Sergio Bonelli muore all’età di 79 anni, dopo una breve malattia di cui nessuno sapeva, nemmeno noi ultra appassionati e sempre informati lettori di fumetti del terzo millennio.
Ho ripreso a leggere fumetti all’età di 21 anni, e in questi anni credo di aver letto il nome "Sergio Bonelli" praticamente ogni giorno della mia vita: su un fumetto, su internet, su una rivista, in testa. Sergio Bonelli era per me un uomo importante, che mi ha permesso di sognare da bambino, e di farmi riflettere da grande, e che mi ha messo in condizione di non perdere, con la maturità, la capacità di sognare che solo i bambini un po' troppo cresciuti hanno.
La morte di Sergio Bonelli lascia un vuoto incolmabile nel mondo del fumetto mondiale, non solo italiano. La sua politica editoriale è stata messa continuamente sotto accusa nel corso di questi anni, specialmente da quando i lettori hanno avuto la possibilità di dire la loro sempre e comunque con l’avvento di Internet. Qualche tempo fa un personaggio come Luciano Secchi, alias Max Bunker, grande autore ma a quanto pare pessima persona, si scagliava contro Sergio Bonelli in un editoriale denso di veleno e invidia, dipingendo malamente un uomo che non ha mai meritato le critiche che ha ricevuto.
E ce ne renderemo conto adesso, con la sua morte, di quanto tutte quelle critiche fossero sbagliate. Il mondo del fumetto italiano è in agonia ormai da più di un decennio, eppure Sergio Bonelli era l’unico che riusciva a tenerlo a galla più che dignitosamente.
Adesso la fine del fumetto mi sembra più vicina. Adesso si che quella crisi tanto paventata dagli uomini del settore (compreso lui stesso) sembra pericolosamente reale.
Per cui, nel mio piccolo, ringrazierò ogni giorno Sergio Bonelli per quello che ha fatto. Lo ringrazierò ogni giorno, sperando di continuare a rivedere il suo nome su un fumetto, su internet, su una rivista, in testa, per tanto tempo ancora.
Addio Sergio.
E grazie di tutto.
Marco, un tuo affezionato lettore
giovedì 22 settembre 2011
Le Profezie di quel pazzo di Orwell
Dopo la chiusura di "Annozero" (che era nell'aria) e quella (a sorpresa) di "Parla con me", la Rai toglie un altro tassello che la rendevano una "società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo italiano" (da Wikipedia) accettabile. Ed è un tassello che a prima vista non sembrava assolutamente dover subire questa sorte, un tassello che non sembrava "pericoloso", se capite di cosa sto parlando.
venerdì 16 settembre 2011
Il Mestiere dello Zombie
Ma ammettiamolo: siam tutti disposti ad aspettare per le nostre puttane.
venerdì 9 settembre 2011
Stato Selvaggio Pt. II

martedì 19 luglio 2011
5 Novembre o 6 Luglio?
Curiosa questa vicenda di SpiderTruman. In primis perché, per adesso, questo SpiderTruman non ha detto niente di nuovo che altre inchieste giornalistiche (specialmente del Fatto Quotidiano) non abbiano già detto. Ma fa paura, a quanto pare. Secondo il PD questo precario è “l’anti politica” (dimostrando per l’ennesima volta di come stare zitti una volta tanto non possa che far bene).
Dal suo blog e dalla sua pagina facebook (arrivata in due giorni da 0 a 300.000 "mi piace") SpiderTruman ha lanciato un proclamo degno del celeberrimo V di Alan Moore, abbastanza roboante e cinematografico. Iniziando col voler smascherare la propria identità neanche fosse Batman in persona, ha continuato poi a costruirsi addosso visioni da agente infiltrato della CIA o del KGB che non gli competono. Un comportamento che Julian Assange (l’improprio elemento di paragone di questo Spider Truman) non si è mai neanche sognato di adottare (anche perché Assange ci mette faccia e capelli biondo platino).
Ma tralasciando i discutibili comportamenti da eroe senza macchia e paura (ma con la maschera) di SpiderTruman, la cosa strana è quello che sta scatenando. I mezzi di informazione si stanno concentrando esclusivamente sulla sua identità. Per adesso è solo la rete che se ne occupa, in tv son riuscito a beccare solo un servizio del Tg5 dedicato alla vicenda. Tutti si chiedono chi potrebbe mai essere questo SpiderTruman, nonostante il misterioso internauta abbia già chiarito di essere un precario della politica licenziato dopo 15 anni di lavoro. Che si chiami Tizio o Caio cambia forse qualcosa? La causa di tutto ciò non sarà forse molto nobile, ma assolutamente pura e umana. E’un comportamento di ripicca e di vendetta, a tratti quasi infantile, ma personalmente dinanzi a quel che dice (o che dovrebbe dire) cosa ci frega di come si chiami?
Si sta cercando di screditare il personaggio, invece che occuparsi (come in un paese normale) di smontare quello che sta dicendo. E infatti quest’ultima parte è abbastanza difficile da realizzare (anche se SpiderTruman è stato più magnanimo di quanto non sia stato lo stesso Fatto Quotidiano, o Repubblica saltuariamente). Accede al web tramite internet point, specificandolo chiaramente, per evitare di esser rintracciato. Cavolo, questo farebbe un baffo pure al Nixon del Water Gate!
Più i mesi (manco gli anni) vanno avanti, più la politica comincia a capire che deve aver una paura fottuta della rete, comincia a capire che l’informazione ormai non può essere più manipolata, castrata o falsificata, i Minzolini fra non molto non serviranno più a niente, se non a leccare culi. La Cina se n’è accorta da un bel po’, la Legge approvata il 6 Luglio qui in Italia potrebbe essere solo un piccolo antipasto dell’attacco della politica italiana alla rete. Ma gli internauti non sono mica fessi. L’Islanda è dietro l’angolo, lì i server sono liberi, e i sistemi di censura si possono aggirare.
Lo potranno mai fermare? SpiderTruman è l’inizio di qualcosa o la caricatura di qualcos’altro? Sparirà nell’anonimato che lui stesso usa per difendersi o affonderà il colpo?
Mi metterò col telecomando del web in mano, farò zapping da un blog ad un altro, son proprio curioso di vedere come la situazione si evolverà. Penso che anche SpiderTruman farà lo stesso.
Secondo me se la sta ridendo dalla grossa, in quell'internet point di una calda città italiana.
sabato 16 luglio 2011
Ozio
giovedì 2 giugno 2011
Il Sogno nucleare
venerdì 8 aprile 2011
Di Guerra e altri meschini Delitti

In piena facoltà
egregio presidente
le scrivo la presente
che spero leggerà.
La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro lunedì
Ma io non sono qui
egregio presidente
per ammazzar la gente
più o meno come me
Io non ce l'ho con lei
sia detto per inciso
ma sento che ho deciso
e che diserterò.
Ho avuto solo guai
da quando sono nato
i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.
Mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.
Quand'ero in prigionia
qualcuno mi ha rubato
mia moglie e il mio passato
la mia migliore età.
Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.
Vivrò di carità
sulle strade di Spagna
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò.
Di non partire più
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo
andate a dare il vostro
se vi divertirà.
E dica pure ai suoi
se vengono a cercarmi
che possono spararmi
io armi non ne ho.
("Il Disertore", Boris Vian, 1954)
venerdì 1 aprile 2011
Tutto il Sapere del Mondo
venerdì 25 febbraio 2011
Nichi Vendola: Ritorno alle Origini?

Da qualche parte ho letto che se nelle prossime, possibili elezioni politiche andassero a votare esclusivamente gli under 25, il presidente della regione Puglia Nichi Vendola straccerebbe la concorrenza. PD, PdL, Lega, M5S, FLI e compagnia bella dovrebbero tutte arrendersi: Vendola è l’Obama voluto dai giovani, colui che potrà cambiare le sorti di una cultura italiana sempre più agonizzante.
Il suo essere omosessuale, il suo essere spesso e volentieri impulsivo nel dibattito (celebre un “vaffanculo” in diretta a Gasparri in una puntata di Ballarò), nonostante utilizzi un linguaggio talmente artefatto da risultare noioso e spesso incomprensibile, ma che, incredibilmente, poche volte puzza di falso, lo ha reso nel giro di poco tempo un'icona della Sinistra, e in generale, un'icona della gioventù.
Nichi Vendola ha saputo raccogliere quella vasta schiera di giovani che non riconoscendosi nell’apolitica rivoluzionaria di Beppe Grillo, in ogni caso chiede a grande voce un cambiamento. Per molti rappresenta l’unico uomo politico votabile: “Per fortuna che c’è Vendola, altrimenti non saprei proprio chi votare”, vi sentirete dire da molti. Anche le imitazioni di Checco Zalone hanno probabilmente giovato alla sua immagine.
Le politiche giovanili di Nichi Vendola fanno addirittura scuola in Europa: "Bollenti Spiriti", "La Fabbrica di Nichi", tutte strategie politiche ed economiche per sovvenzionare i giovani, per sovvenzionare soprattutto il loro spirito artistico, sulle onde del motto “Non chiediamoci cosa possiamo fare per i giovani, ma cosa i giovani possono fare per noi”.
Personalmente sono molto combattuto sulla figura di Vendola. Indagato per concussione nell’inchiesta sulla Sanità dalla Procura di Bari, ma prosciolto (si è difeso con termini che non vanno molto lontano dall'attuale monologo berlusconiano: "Nella lotta politica, continuo ad essere contrastato con mezzi impropri" ha detto, citando la magistratura pugliese), ha finanziato con 60 milioni una succursale del San Raffaele di Don Verzè a Bari (una università privata), in cambio (si dice) di voti per le regionali, ha realizzato (ma sarebbe meglio dire terminato) la costruzione di alcuni inceneritori, nonostante il partito si chiami "Sinistra Ecologia e Libertà", sotto il suo governo in Puglia ci sono state si delle politiche giovanili quasi rivoluzionarie, ma il bilancio della Puglia è in netta perdita, soprattutto per colpa dello stesso Sistema Sanitario pugliese grazie a cui Vendola è stato iscritto nel registro degli indagati.
Questi sono (più o meno) i fatti. Questo è (più o meno) il personaggio Nichi Vendola. Le fonti sono (più o meno) attendibili. La sua omosessualità è allo stesso tempo un’arma in più e un punto debole in vista delle politiche a cui, penso, si candiderà quasi sicuramente.
Una ennesima grande speranza o un ennesimo grande inganno? Io, e molti altri come me, non vogliamo contribuire all’instaurazione di un ennesima stagione politica capeggiata da uomini dubbi, che si rivelano quello che non avremmo mai immaginato fossero nel momento in cui li abbiamo votati. Come le nostre famiglie che, in buona fede, hanno votato Berlusconi nel '94, una scelta quasi obbligata dopo Tangentopoli, oggi potremmo trovarci a votare Vendola, e non vorrei che i nostri figli possano dire la stessa cosa. La cosa più grave credo sia il finanziamento all'università privata del San Raffaele, specialmente dopo le durissime contestazioni alla riforma Gelmini di cui Vendola si è reso in qualche modo portavoce. Combattere il finanziamento alle università private è stato il leit motiv di quelle proteste: Vendola lo ha fatto, è un fatto comprovato.
In questo continuo gioco di rimandi, la paura di affidare il potere a uomini che non lo meritano c’è sempre, anche se questa paura magari non è giustificata.
E sinceramente non so se la paura di votare Vendola sia giustificata o meno.